DragoDiego l'amico immaginario

DragoDiego Homedrake: un amico “immaginario”5 min read

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Questa è una storia che sarà capitata a molti di voi. I protagonisti sono un bambino Massimo e DragoDiego, un drago domestico che è diventato il suo amico “immaginario”.

DragoDiego e la Mfamiglia

Micaela, mamma di Massimo (cominciate a capire perché Mfamiglia?) lo descrive così:

E’ un simpatico drago che vive nella fantasia di Massimo e che ha preso vita piano piano, travolgendo tutti con la sua dolcezza e monellaggine. Si vede che casa era poco affollata, tre nanerottoli in giro non sono sufficienti, quindi c’era bisogno di trovare qualche altro amico con cui popolare pomeriggi, giochi e marachelle. Così è nato il Drago Diego. Perché il drago ha un nome ben preciso, guai a chiamarlo soltanto “Drago”, lui è DragoDiego tuttattaccato! E poi… è piccolo, furbo, dispettoso, veloce, allegro, ma, alla bisogna, diventa grande e pauroso, pronto a sconfiggere i cattivi con il suo fuoco scottante! (…) Pensate che drago Diego occupa tutto lo spazio nel lettino di Massimo, la notte, tanto che il piccolo, poverino, è costretto a venire a dormire nel lettone con mamma e papà (…) Non è che ci sarebbe nulla da ridire ad avere un amichetto immaginario, anzi, la trovo una cosa divertente e affascinante, tanto che non finirei mai di parlare con lui e saperne di più di questo drago, che a volte è piccolo piccolo e sta in una manina, a volte è gigantesco, a volte è giallo, altre è fucsia. (…) La cosa comoda, però, è che si può portare da qualsiasi parte e che se ce lo siamo dimenticati, basta fare un fischio che lui arriva volando.

Cosa mangia il drago? Pasta, tanta pasta. E poi la cioccolata, Nutella a cucchiaiate.

Con cosa gioca il drago? Con tutto quello con cui non dovrebbe giocare: occhiali, chiavi, soldi, posate… disfa letti, rovescia sedie, sparpaglia matite per terra… è un gran casinista.

Non è immaginario!

DragoDiego, l'amico immaginario
DragoDiego, l’amico immaginario

Ora vi sento già dire: “Ma anch’io avevo un amico immaginario che era un drago quand’ero piccolo!”…

Ed ecco la notizia: DragoDiego non è immaginario! E’ un drago domestico che appartiene agli Homedrake, una famiglia numerosa e molto diffusa in giro per il mondo.
Questi draghi si trovano ovunque un bambino ne senta il bisogno. Il più famoso tra loro è Elliot, conosciuto come il drago invisibile… Ne parlano anche in un film!

I draghi domestici

Gli Homedrake discendono da antiche famiglie di draghi. In passato, vivevano in simbiosi con i loro cavalieri e, ora che i tempi sono cambiati non possono fare a meno di vivere con gli esseri umani. Si spostano di casa in casa e diventano, ogni volta, i migliori amici dei bambini che riescono a vederli. Li coccolano, li confortano quando hanno paura, ci giocano e li aiutano a crescere.

Avete mai fatto caso che i bambini piccoli ma anche i gatti fissano lo sguardo su qualcosa che nessun altro vede?
Fino a tre anni, i piccoli umani riescono a vedere i draghi anche se sono invisibili poi, crescendo, questa capacità diminuisce pian piano, fino a scomparire negli adulti.
Solo i Fusabaffi (che voi chiamate gatti) ci vedono sempre e comunque!

La vita di un drago “alla pari”

I draghi domestici, o con un’espressione più moderna draghi alla pari, vivono con il bambino di cui sono amici ogni ora del giorno e della notte. Dormono ai piedi del loro letto, si siedono accanto a loro quando fanno colazione, li accompagnano a scuola, in palestra e in piscina, alle feste e dai nonni.
E come fa un drago a passare inosservato? Semplice, gli Homedrake oltre a diventare invisibili, saper volare e sputare fuoco, sanno diventare minuscoli fino a stare in una manina o crescere a dismisuracambiano colore in base all’umore o alla giornata… Del bambino, però!
L’unico inconveniente è che, alle volte, si addormentano nel letto, anziché ai suoi piedi, e i bambini sono costretti a chiedere ospitalità ai genitori… Questa cosa però non è così spiacevole, sia per il drago che per il bambino e, sotto sotto, anche per i genitori… Ammettetelo!
Le mamme e i papà spesso collaborano e assecondano quelle che loro credono fantasie, per cui la vita di un drago alla pari non è troppo complicata.
Anche se i fratelli o le sorelle più grandi tendono a ridicolizzare la cosa.
Ma questo si risolve vendicandosi con piccoli dispettucci: si nasconde una ciabatta, una gomma o una matita… insomma, qualche monellata qua e là!
Quando le famiglie viaggiano il drago le segue in volo, non perché non possa diventare piccolo abbastanza ma perché volare è un vero spasso!

Ma DragoDiego che fine ha fatto?

Beh, ora che Massimo è cresciuto e non ha più bisogno di lui, si sposterà in un’altra famiglia, appena qualche piccolo amico lo chiamerà.
Prima però ha chiesto a Reg, di scattare qualche foto ricordo.

DragoDiego e un supereroe?
DragoDiego e un supereroe?

Sono compagni di classe, più o meno… Perché lui non frequenta tutti i giorni il Vulcano dovendo accompagnare i suoi piccoli amici. Diciamo che, nel passaggio tra una famiglia e l’altra, è previsto un periodo di formazione e alcune lezioni le segue con Reg.
Qualche volta è stato anche al castello e, con i suoi racconti, ci ha incuriosito al punto che questa Mfamiglia la vogliamo proprio conoscere! Per questo ho scritto a Micaela!
Le ho proposto di scrivere una rubrica, “Le Drago MCronache”, in cui ci potrebbe raccontare quanto una dragofamiglia come i Casteldrake somiglia o meno a una umana, come la Mfamiglia.
Io lo trovo interessante… Molto interessante

Naturalmente se volete mandarmi foto o disegni del vostro drago da compagnia, ne sarò felicissimo!

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